Marazzi Engineering e l'architettura a Berlino.

1. Berlino grande cantiere.
2. Interventi innovativi: le pareti ventilate in ceramica.
3. La ceramica ieri e oggi.
4. Un percorso storico fra le vie della metropoli.
5. Gli interventi attuali.
6. Le infinite possibilità dei sistemi in ceramica.


1. Berlino grande cantiere
Che Berlino sia ancora oggi un grande cantiere è cosa più che risaputa. Oltre a vere e proprie'isole' ricostruite o in ricostruzione partendo quasi sempre dal terreno spianato, esistono nel centro di Berlino, così come nei suoi quartieri più periferici, altri aspetti di una architettura più 'quotidiana': l'enorme opera di risanamento della parte Est della città è forse uno dei più grandi sforzi intrapreso nel recente passato nei confronti di una sola città.
Uno sforzo notevole perchè in questo caso si tratta spesso di agire velocemente, mentre la vita continua dentro e intorno agli edifici in ristrutturazione e di lavorare sull'esistente spesso con problemi di qualità dei materiali precedentemente usati. E il tutto sempre con l'attenzione a non alterare l'immagine di una città che ha subito varie fasi dalla ricostruzione dopo la guerra, seguendo dapprima i "16 principi dell' architettura del '51"', poi a partire dall' ‘82 gli "8 principi dell'architettura e dell'urbanistica socialista nella R.D.T."' e che col Dicembre dell' ‘89 si è trovata a congiungere e a cercare di amalgamare 2 parti di un mondo che aveva seguito linee differenti.
L'esistenza dal punto di vista urbanistico di 2 diversi piani per i settori Est e Ovest basati su obiettivi e previsioni spesso contrastanti ha richiesto l'adozione di strumenti in grado di inquadrare la nuova situazione territoriale in modo unitario e come tema di grande rilievo il recupero edilizio di settori urbani con grandi fenomeni di degrado.

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2. Interventi innovativi: le pareti ventilate in ceramica.
Sono nati quindi momenti di utilizzo e di affermazione di tecnologie innovative su larga scala, innovazioni tecnologiche che nei progetti di architettura possono presentarsi sotto forma di introduzione di nuovi materiali o di materiali tradizionali con potenzialità innovative, e di tecniche e procedimenti utilizzati in altri settori.
Per quanto riguarda gli esterni degli edifici, le facciate, ciò sta accadendo con la tecnologia della facciata ventilata e come paramento esterno con un materiale antico ma con aspetti e caratteristiche modernissime: la ceramica.

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3. La ceramica ieri e oggi
La ceramica sulle facciate non è un fenomeno di oggi, da più di un decennio grandi lastre ceramiche posate a facciata ventilata rivestono edifici di diversa tipologia nei vari paesi europei od extraeuropei ma forse mai come in Germania e diremmo a Berlino la cosa ha assunto tanta importanza. La ceramica non è un materiale anonimo, esso fornisce colore e forma all'edificio che riveste. Innumerevoli sono gli edifici di Berlino rivestiti dalle lastre ceramiche di Marazzi Engineering.

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4. Un percorso storico fra le vie della metropoli.
Per comprendere quanto e in che modo la ceramica sia un materiale utilizzato in questa opera di rinnovamento e risanamento, possiamo seguire un percorso storico e famoso di Berlino, percorrendo una delle grandi arterie che dall'estrema periferia Est della città puntano al suo cuore: dapprima col nome di Alt- Friedrichsfelde, poi come Frankfurter Allee ed infine con quello di Karl Marx Allee, la grande strada giunge con la sua larghezza di 90 mt., sei corsie per le automobili, i suoi percorsi alberati pedonabili e ciclabili, fino ad Alexander Platz.
L'attenzione del viaggiatore che percorre verso il centro la Alt Friedrichsfelde non può non venire colpita dall'enorme complesso abitativo all'altezza dei numeri civici 67-68: completamente rivestito di lastre in gres porcellanato nelle luminose tonalità del colore Dakota, nel formato 60x60 cm (squadrato a 592x592 mm) l'edificio appare ancora più imponente perchè poggia su una collinetta più in alto della sede stradale stessa. L'immane corpo dell'edificio viene percorso nelle parti cieche di finestre dal basso verso l'alto da una vistosa curva sinusoidale con colori che sfumano dal verde scuro al verde chiaro sapientemente movimentando il monolitico edificio. Tale motivo è formato da lastre ceramiche nei colori Tellurio e Uranio sempre nel formato 592x592 mm della serie Enduro con smaltatura su supporto incandescente e sono ulteriormente utilizzate sotto le finestre per verticalizzare l'edificio e snellirlo. In altre pareti dell'edificio stesso il posizionamento delle lastre smaltate si fa irregolare, quasi come si trattasse di spruzzi di colore fuori dalle geometrie.
Lo stesso impatto di grandiosità ma di misurato ordine, quasi di asettico monocromatismo lo si percepisce proseguendo sulla Frankfurter Allee



Gli edifici a torre di 20 piani sulla Frankfurter Allee.

ed incontrando il bianco gruppo di edifici a torre di 20 piani ai numeri civici che vanno dal 152 al 172.
A torre, con corpi isolati o addossati gli uni agli altri, i maestosi edifici sono rivestiti di ceramica smaltata in monocottura ingeliva sempre nel formato 592x592x11 mm nel colore Trocadero. Le uniche macchie di colore sono quelle dei balconi, un solo colore per edificio, che li differenziano gli uni dagli altri. I prati verdi, gli alberi che li circondano ne fanno ambienti ben lungi da alveari quali potrebbero apparire, ma anzi danno una sensazione di funzionalità ed efficienza.

Proseguendo, la strada prende il nome di Karl Marx Allee anche se da Strausberger Platz a Proskrauer Straße è stata più nota nel passato col nome di Stalin Allee, una strada nata a suo tempo per fare da contrappeso alla Unter den Linden.
L'architettura presenta una matrice classicistica ispirata da una parte all'intenzione di realizzare “palazzi per gli operai' propria dei modelli sovietici, dall'altra alla tradizione dell'architettura storica berlinese (edifici di 7 ÷ 9 piani ed episodi emergenti con edifici di maggiore altezza e maggiore rilievo architettonico). Rivestimenti lapidei di disegno complesso che li rivestono sono già in rifacimento in molti di questi edifici, l'area è tutta un cantiere.
Il proseguimento della Stalin Allee da Strausberger Platz ad Alexanderplatz, costruito a partire dal ‘58 in base ai principi del “Complesso residenziale socialista', presenta un carattere molto diverso con edifici prefabbricati disposti in modo relativamente discontinuo nello spazio senza alcuna enfasi monumentale. E dire che confinano con l'Haus des Lehrers che ha costituito un importantissimo riferimento per la vita politica e culturale della città. Edifici di una forma geometrica molto semplice, di 10 piani, formati da pannelli prefabbricati rivestiti a malta con ceramica di piccolo formato con i grandi giunti di connessione tra i pannelli perennemente rovinati e deteriorati.

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5. Gli interventi attuali.
Per il risanamento di questi edifici che si ripetono a decine se non a centinaia nelle strade e nei quartieri limitrofi è stata fatta la scelta di mantenere l'effetto ceramico precedente con piccoli formati benché ora supportati dalla tecnologia della parete ventilata con agganci a vista.
La parete ventilata ha anche il vantaggio di intervenire in tempi rapidi e di consentire che all'interno dell'edificio la vita possa continuare anche durante l'intervento.
Il prodotto scelto è stato ancora una volta il gres porcellanato nel colore Dakota




Vari edifici residenziali Karl Marx Allee n. 4-10; 5-11;
14-20; 19-25; 24-30; 37-43; 38-44; 47-51; 48-52
Project Managers: A. Schmittlein, Simac, G+H, A.S.

ma nel formato speciale 285x380 mm perfettamente squadrato con minime tolleranze per avere le tante fughe perfettamente allineate. Sempre in ceramica sono stati realizzati i giunti di collegamento dei pannelli che quindi assumono una valenza estetica nel contesto globale dell' edificio: è stato utilizzato gres porcellanato color FUMO nei formati 285 o 380 mm x 70 mm di altezza.
Ma la cosa che più caratterizza tali edifici sono i fascioni posti in alto fra l'ultimo piano ed il tetto: ci sono soluzioni con greche policrome che si intrecciano oppure colorati ovali o altre forme che corrono appunto intorno all' intero perimetro dell'edificio. Tali opere sono state rifatte serigrafando il gres porcellanato di base sempre color Dakota nel formato 590x360 mm e ricuocendolo onde ricreare i colori e i disegni originali. La grande cura che è stata posta nel mantenimento dell'immagine originale così come quella per gli imbotti delle finestre, le entrate, i balconi nonché per i giardini e le aiuole, danno la dimostrazione di come le municipalità di Berlino abbia voluto preservare l'immagine e l'ambiente di queste aree.
Ma se la finalità è la stessa: rinnovare, risanare conservando l'immagine di base, le soluzioni tecnologiche per raggiungere lo scopo possono essere diverse. Il piccolo formato posto a parete ventilata richiede una struttura di sostegno molto densa, ragione per cui in una parallela di Karl Marx Allee, Mollstraße, ai numeri civici 5 ÷ 18.



In questo edificio di Mollstraße,
sulle lastre in gres di grande formato sono state serigrafate le fughe
a definire partiture di formato più piccolo.

il problema è stato affrontato e risolto in modo diverso. Per le facciate ventilate di risanamento degli edifici sono state utilizzate lastre in gres porcellanato di diversi formati tra cui i principali 587x767 mm o 578x892 mm, materiali ottenuti per taglio da grandi lastre standard di 600x900 mm e su tali lastre sono state serigrafate le fughe e quindi i formati 285x379 mm. In questo modo accostando due lastre grandi, le fughe reali e quelle serigrafate confondono l'occhio di chi guarda facendo percepire un susseguirsi di piccoli formati adeguatamente fugati. Le lastre sono in gres porcellanato color Marina e anche in questo caso i giunti tra i pannelli dell'edificio sono realizzati con strisce di gres porcellanato color Maritaca.

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6. Le infinite possibilità dei sistemi in ceramica.
Da quanto detto si vede quindi quante innumerevoli siano le realizzazioni fatte con la ceramica e quante in procinto di essere fatte: ci sono interi quartieri accedendo ai quali un edificio rivestito dal formato 40x40 ne fronteggia uno col 60x60 o un altro col 60x90 o con formati ancora diversi, più grandi o più piccoli. Tutti quanti con quell'immagine di pulizia e di geometria che non è detto debba necessariamente essere semplice, ma che può essere lineare, curva o decisamente mossa. La cosa che comunque colpisce della ceramica è la sua incredibile possibilità cromatica e di finitura: opaca o lucida, naturale o levigata, smaltata o colorata in massa, può spaziare dalle tinte unite o proporsi con gli effetti dei lapidei, i graniti, i venati. Berlino ne ha capito le grandi possibilità, le ha dato impulsi nuovi per ampliarne la gamma di colori e di formati al fine proprio di rivestire tanti dei suoi edifici nel segno del rinnovamento ma anche in quello del mantenimento dei valori storici.

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